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	<title>Il mio corpo è a via D'Amelio</title>
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	<description>ciò che allora chiamammo dolore è soltanto un discorso sospeso</description>
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		<title>L&#8217;acqua fuoriusciva</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 13:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pietro Nardiello L’acqua fuoriusciva dal rubinetto della vasca con moderata violenza, si scontrava con il mio capo  arrecandomi un insolito ed impensabile bruciore. Uno scroscio d’acqua che saliva fin su al quinto piano che mi pareva un po diverso dal soilto. Acqua pura, acqua chiara, scesa in terra per allontanare il fango umano, chissà. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=71&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">di Pietro Nardiello</p>
<p style="text-align:left;">L’acqua fuoriusciva dal rubinetto della vasca con moderata violenza, si scontrava con il mio capo  arrecandomi un insolito ed impensabile bruciore. Uno scroscio d’acqua che saliva fin su al quinto piano che mi pareva un po diverso dal soilto. Acqua pura, acqua chiara, scesa in terra per allontanare il fango umano, chissà.<br />
Era domenica quel 19 luglio, la città di Salerno, logicamente, si era riversata al mare lontana da ogni dove e da ogni cosa mentre la calura estiva stava consumando la propria aggressività penetrando in varchi e fessure. Di fronte al golfo senza isole cemento di condomini innanlzati verso il cielo negli anni ‘70, asfalto ribollente mentre la controra non era ancora terminata.<br />
Di li a qualche ora quelle strade sarebbero state invase da processioni di bagnanti che avrebbero compiuto il percorso inverso. Le comitive di giovani le riconoscevi solo dallo struscio che gli zoccoli in legno compievano toccando l’asfalto già vecchio e consumato delle strade. Al balcone madri, mogli donne che il pomeriggio preferivano trascorrerlo in casa lasciando alla protezione degli ombrelloni figli, coppiette e la gioventù del prossimo avvenire.<br />
Quel 19 luglio la tv mi faceva compagnia mentre l’acqua proseguiva a bagnare anche il mio volto.<br />
Tg1, edizione straordinaria. Un’attentato a Palermo. In piedi ad osservare al teleschermo il budello di via D’Amelio, una strada sconosciuta fino ad  allora, sventratata dal tritolo mafioso, e non solo, che aveva portato via con se il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta.<br />
L’acqua bruciava le mie ferite che non riuscivo a vedere nemmeno io. Improvvisamente mi ritrovai in strada abbracciato a Gioacchino, l’amico delle lotte politiche, che come un indiavolato gridava: “Ne hanno ammazzato un altro”. Eravamo coscienti che l’indomani non sarebbe stato più come ieri.<br />
Quel tritolo esploso in  via D’Amelio aveva bruciato una parte delle nostre speranze di cambiamento.<br />
La controra era finita da un pezzo ma Salerno taceva lontana da ogni dove e da ogni cosa.</p>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/71/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=71&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il silenzio della foresta</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 11:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho scritto un racconto che ha sullo sfondo i fatti di Capaci e di Via D&#8217;Amelio. Una storia che prende spunto da questi fatti per raccontare il riscatto di un popolo, la voglia di speranza. Non so se questo racconto possa avere attinenza con questo blog, io intanto ve lo invio, poi decidete voi. Grazie, Enorbalac [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=68&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto un racconto che ha sullo sfondo i fatti di Capaci e di Via D&#8217;Amelio. Una storia che prende spunto da questi fatti per raccontare il riscatto di un popolo, la voglia di speranza. Non so se questo racconto possa avere attinenza con questo blog, io intanto ve lo invio, poi decidete voi. Grazie, Enorbalac<span id="more-68"></span></p>
<div><strong><span style="font-size:x-small;">Il silenzio della foresta</span></strong></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Siamo cresciuti nello stesso quartiere, al borgo vecchio, tra le strade di polvere arse dallo scirocco e i prati di spine che, il giovane entusiasmo e la fervente fantasia di noi ragazzi, avevano trasformato in piccoli campi di calcio. Siamo nati nello stesso anno, nello stesso mese di dicembre, a distanza di una settimana uno dall’altro. Tre amici inseparabili, molto più che tre fratelli!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;"> Abbiamo frequentato le stesse scuole, le stesse compagnie, fino al liceo, poi le nostre strade hanno preso direzioni diverse, come rivoli di uno stesso fiume che si separano e attraversano territori sconosciuti prima di ricongiungersi al mare. </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Francesco aveva deciso di studiare fuori, fin da ragazzino la sua passione era quella di fare il magistrato. In quell’estate del 92, il suo sogno divenne più che mai reale. La morte di Falcone prima e la strage di Via D’Amelio un mese dopo, quelle lamiere contorte ancora fumanti, quelle sirene che ululavano impazzite in una calda sera d’estate, avevano scosso profondamente tutti noi.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;"> Chi vive in una regione del sud, come noi calabresi, si sente doppiamente coinvolto,  vittima di una mafia sempre più soffocante e colpevole per il senso d’impotenza di fronte ad un fenomeno di così vaste proporzioni. </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Sentivamo che in quell’estate qualcosa era cambiato, non potevamo più restare con le mani in mano, dovevamo agire, dare concretamente il nostro contributo. Siamo scesi in piazza, abbiamo partecipato ad uno dei tanti ed ennesimi cortei contro la mafia ma, sapevamo che proprio in testa al corteo c’era il sindaco, cognato del boss locale e con lui il Dott. Misano, maggiore imprenditore edile di Ciserno che, con la famiglia mafiosa dominante, aveva fatto affari e costruito la propria fortuna. Ipocrisia, tanta ipocrisia si respirava in quel lungo corteo, parole vuote che presto sarebbero state dimenticate.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Sembrò lunga ed infinita quell’estate, ricca di avvenimenti, c’erano stati gli esami di maturità e poi quelle stragi di mafia, le nostre prime storie d’amore, il nostro primo vero impegno civile, le prime scelte importanti che ci avrebbero resi più adulti e portato a dividerci e ad intraprendere cammini diversi. Francesco si iscrisse a giurisprudenza, nell’Università “La Sapienza” di Roma, io a Scienze politiche a Padova e Gianluca invece decise di restare a Ciserno, continuare l’attività del padre che aveva una piccola azienda. </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Francesco era stato sempre il più pragmatico tra noi, riteneva che le parole sono un alibi per non agire, un modo per nascondere il vuoto d’intenzioni, dunque, aveva inseguito il proprio sogno, diventare Magistrato e combattere la mafia in prima linea.  Anche Gianluca con la sua decisione di rimanere a Ciserno aveva manifestato la volontà di non arrendersi, sosteneva che la terra è una seconda madre e che abbandonare la propria terra è come abbandonare la propria madre in un momento di difficoltà, diceva: “io costruirò un argine al dilagare mafioso, coltiverò un seme di speranza in mezzo a tanta rassegnazione, voglio che i miei figli siano orgogliosi di essere nati qui!”. Io invece avevo ancora le idee confuse, pensavo alle parole del giudice Falcone che aveva definito la mafia un fenomeno umano e che sosteneva che se i giovani negheranno alla mafia il loro consenso, anche la M afia, che è un fenomeno umano, cesserà di esistere. Con la mia scelta, in realtà, scappavo via, avevo bisogno di stare lontano da mia “madre” per non essere soffocato da tanto amore, avevo bisogno di osservare il tutto con il dovuto distacco, come si fa per i quadri d’autore che bisogna osservarli dalla giusta distanza per poterne cogliere l’armonia della luce e dei colori.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;"> C’era bisogno di una svolta culturale, c’era bisogno di un nuovo modo di affrontare le cose, di un linguaggio che arrivasse direttamente al cuore della gente, scuotendola fin dal profondo. Al contrario di Francesco io credevo molto nella forza delle parole, le parole possono essere vuote, retoriche, leggere come foglie ingiallite portate via dal vento, ma possono essere anche simbolo di libertà, strumento attraverso il quale esprimere il proprio pensiero e possono diventare un’arma più potente di qualsiasi bomba o di qualsiasi raffica di mitra, quando aiutano la gente a prendere coscienza di sé e della propria dignità di uomini liberi. </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Continuammo a mantenere i contatti, attraverso telefonate e lettere che, nel tempo, divennero sempre più rare. Seguivo a distanza l’evoluzione dei miei amici d’infanzia. Francesco, determinato come al solito, conseguiva risultati sempre più brillanti. Si era laureato in quattro anni col massimo dei voti e si era iscritto nella scuola di magistratura. Gianluca invece aveva ingrandito l’azienda del padre, si era conquistato la fiducia e la simpatia della gente di Ciserno e dei paesi limitrofi e aveva aperto una catena di negozi di telefonini. Non si era mai piegato a pagare il pizzo e orgogliosamente aveva ricostruito il proprio negozio ogni volta che aveva subito un attentato. Io invece procedevo lentamente, ero uno studente fuori corso e frequentavo ambienti diversi, il giornale, il teatro, la radio. Luoghi legati tra loro da un unico filo comune, la parola, il linguaggio. Francesco era diventato un magistrato ed io nel frattempo mi ero laureato, Gianluca invece consolidava sempre più la sua attività. </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Nei miei articoli, nei miei spettacoli teatrali, nei miei interventi alla radio mi occupavo di Sud, il Sud non come luogo geografico ma come condizione esistenziale. Appartenere al Sud, significa conquistarsi il proprio spazio nella vita col doppio della fatica, significa essere generosi del poco che si dispone perché capaci di dare valore alle cose, significa riuscire a mantenere la propria onestà intellettuale e morale pur avendo vissuto a contatto con il compromesso e con la corruzione, significa credere fortemente nei propri ideali, nei propri valori, avere delle radici profonde che segnano la tua identità per sempre, come un marchio indelebile inciso sull’ anima che ti porti dietro ovunque e che contraddistingue il tuo modo di essere, il tuo modo di agire.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Durante quest’esilio volontario, lontano da casa, il tempo trascorse senza particolari novità, era arrivata un’altra estate incolore, tra i campi di mais della pianura veneta ed il vapore di nuvole opache che oscuravano il cielo.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Quella sera squillò il telefono, </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">- Pronto Giovanni?</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Riconobbi subito la voce allegra e la forte cadenza dell’accento calabrese che Gianluca aveva mantenuto intatti in tutti questi anni. </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">- Sai che giorno è oggi? </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">- Venerdì!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">- Veramente è il 19 luglio, ti ricorda niente questa data?</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Automaticamente mi venne da pensare al 19 luglio del 1992 ed ai servizi che avevo appena visto nel telegiornale sui dieci anni dalla strage di Via D’Amelio.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Gianluca mi disse,</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">- sono passati dieci anni, non mi sembra vero, dieci anni da quando ci siamo diplomati!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">- Avevo pensato di invitarvi a trascorrere le vacanze da me, ho una casa al mare, giusto per rivivere un po’ i vecchi tempi. Ho già chiamato Francesco e ha detto che aveva proprio bisogno di rivedere il nostro mare, a questo punto manchi solo tu, non puoi dirmi di no. </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Sorrisi e di fronte ad una proposta così convincente risposi di si.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Avevo due settimane di ferie e così il giorno dopo preparai le valigie e mi diressi alla stazione. I treni del Sud si riconoscono perché sono accerchiati da un nugolo di parenti e di amici e perché c’è un fiorire di accenti e di dialetti che riempiono l’aria di suoni. Guardavo fuori dal finestrino l’alternarsi dei paesaggi e delle strade, man mano che ci avvicinavamo al Sud l’aria si faceva più calda, il territorio più aspro e selvaggio e i paesaggi sempre più confusi e disordinati, case cresciute senza una visione futura, nella precarietà di una vita vissuta giorno per giorno. Alla stazione di Ciserno erano venuti a prendermi Francesco e Gianluca, finalmente i tre moschettieri tornavano insieme, quante storie, quanti fatti avremmo avuto da raccontarci!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Dopo un primo imbarazzo iniziale di saluti e convenevoli, cominciammo a parlarci come se tutto quel tempo della nostra separazione non fosse mai trascorso. Eravamo tornati i tre ragazzi di allora, lo stesso sguardo fiero, lo stesso orgoglio, lo stesso candore, la stessa voglia di cambiare il mondo. Gianluca ci raccontava che le cose a Ciserno erano peggiorate. Il Paese non era più in mano al vecchio boss, che nel frattempo era stato arrestato ma, adesso c’erano i suoi figli ed i suoi nipoti, in lotta con l’altra famiglia mafiosa di Ciserno, che nel frattempo aveva rialzato la testa.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Il paese però era più bello che mai, la lente della nostalgia è in grado di trasformare gli aspetti più negativi in gradevoli ricordi. Anche quelle strade assolate sulle quale più volte c’eravamo sbucciati i ginocchi erano ormai angoli di paradiso che albergavano solo dentro il nostro cuore. L’unica vera amarezza era constatare che il tempo si era fermato, erano passati gli anni ma i problemi erano sempre gli stessi, un economia stazionaria, una delinquenza arrogante e quei ragazzi che avevano smesso di sognare, arrendendosi alle illusioni di una vita facile. A diciott’anni basta una macchina potente ed un vestito nuovo per saziare la fame di vita!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Ci sentivamo sconfitti, le nostre idee, i nostri sogni erano diventati perle per porci, parole vuote per poveri illusi. Bisognava riempire quelle parole di contenuti per renderle forti e credibili. Discutemmo a lungo quella sera fino ad ammettere che il richiamo del sud era ancora forte dentro di noi. Il nostro impegno non si era ancora concluso o forse non era mai davvero iniziato. Furono giorni sereni, il mare era cristallino ed il sole colorava la nostra pelle restituendoci l’immagine di ragazzi del sud. Ritornai a Padova con una energia nuova, con tanta voglia di fare e soprattutto col desiderio nascosto di “rotolare verso sud”. Trascorse ancora qualche anno nella monotonia di sempre, lavoro, impegni, teatro, radio, amici, sempre di corsa come se stessi inseguendo qualcosa di irraggiungibile fino a quando nella primavera del 2005, in una grigia sera di fine maggio, il mondo smise di correre.</span><span style="font-size:x-small;">Quell’an no si   respirava un’aria strana, l’estate tardava ad arrivare, c’era una pioggerella pressante ed un vento pungente sembrava voler presagire qualcosa.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;"> Quella sera ero a casa di amici e mentre ci intrattenevamo sul pianerottolo per gli ultimi saluti, tra una battuta e l’altra, lo squillo del telefono impietoso, impertinente, dirompe quell’atmosfera di serena quotidianità. Fu quella telefonata,</span><span style="font-size:x-small;">quella frazione di secondo che separa la dolce inconsapevolezza dall’agghiacciante scoperta, che mi cambiò per sempre la vita</span><span style="font-size:14pt;">. </span><span style="font-size:x-small;">Gianluca era morto o meglio era stato ucciso.</span><span style="font-size:x-small;">Non volevo crederci, avevano sbagliato persona, è stato un errore, Luca no, non è possibile. Luca era uno di noi. Era uno di quei pochi ragazzi intraprendenti, vorace di vita, ambizioso, impegnato nel sociale e per il sociale. Anche se giovanissimo, Luca era il simbolo del cambiamento. Sbaglio a dire era, Luca è, perché da quella notte il cambiamento ha avuto inizio. Per la prima volta, paesi interi, adulti, bambini, anziani, malati, ricchi e poveri, hanno iniziato a far sentire la rabbia verso quel diavolo che assoggetta, uccide, distrugge: LA MAFIA. I paesi della costa jonica si sono vestiti a lutto, i negozi di Ciserno hanno chiuso in segno di protesta, scrivendo sulle loro vetrine: ” Chiuso perché qualcuno ha rubato la vita a Gianluca”.Quel giorno a Ciserno si respirava l’odore della morte, si sentiva il silenzio degli abissi. Non riuscivamo a darci pace, non riuscivamo a darci una spiegazione sul perché un ragazzo normale, uno di noi, avesse subito una fine così violenta. </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Colpo, lupara, ucciso, ma cosa sono questi termini mi chiedevo?Cosa dicono?Perché la gente vaneggia?Cosa c’entra con noi tutto questo? Noi siamo dei normalissimi ragazzi, abbiamo sempre vissuto nell’onestà, nella legalità, nel rispetto dei valori umani, senza fare mai distinzione, tra ricchi e poveri, ma solo distinguendo i buoni dai cattivi. Purtroppo, però, l’errore è stato proprio questo, considerare i cattivi in un emisfero a parte, illudersi che fossero lontanissimi rispetto alla nostra esistenza. Era come se si stesse parlando di un’altra Calabria, una Calabria che non conoscevo e che non avrei mai voluto conoscere. La sua è stata un’esistenza speciale e così è stato in vita come in morte.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Io e Francesco ci rivedemmo al funerale ancora increduli per quanto accaduto. Quel giorno prendemmo un impegno solenne, in onore di Gianluca, ritornare al sud, dare una mano d’aiuto a quella “madre” che per troppo tempo ci aveva aspettato. Inviai una lettera al gazzettino, presentai le mie dimissioni e il giorno successivo mi recai alla “Gazzetta del sud” per offrire la mia collaborazione, mi sarei occupato di cronaca, cronaca nera. Francesco invece presentò immediatamente richiesta di trasferimento che ottenne nel giro di breve tempo, le nostre sono zone a rischio e se un magistrato si offre volontario è sempre il ben accetto. Cominciammo a tenere seminari nelle scuole, incontri nelle librerie, dibattiti nelle radio ed in tutti quei luoghi frequentati dai giovani, aprimmo persino un blog che si occupava di giustizia e legalità, volevamo ricordare Gianluca, il modo in cui era stato barbaramente ucc iso, volevamo che il silenzio non calasse sulla sua storia, uccidendolo per una seconda volta, volevamo che il suo sacrificio non rimanesse vano e che quel suo sorriso contagioso potesse riportare luce in quei momenti bui della nostra storia, desideravamo che quel seme di speranza che lui aveva piantato potesse finalmente germogliare. </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Francesco lavorava alacremente, fin da subito si era occupato dell’inchiesta su Gianluca, io pubblicavo qualsiasi notizia che potesse aprire uno spiraglio su quella inchiesta, cercando di mantenere i riflettori puntati sul caso Gianluca. Qualcosa avevamo ottenuto, l’opinione pubblica nazionale aveva preso a cuore il caso di Gianluca, si era stretta attorno al dolore dei suoi familiari, alla tenacia di suo padre che nemmeno per un istante aveva pensato di arrendersi e dava forza a tutti noi con il suo esempio. Capii che il vero linguaggio capace di arrivare al cuore della gente è il linguaggio dell’amore, l’amore di un padre verso il figlio, l’amore verso la propria terra, l’amore per la giustizia e soprattutto l’esempio, bisogna spendersi in prima persona per essere credibili e convincenti. Infine capii che tutti quegli anni non erano passati invano, le rivoluzioni hanno bisogno di tempo, sono un fiu me carsico che scava nella roccia fino a trovare il suo percorso affiorando al momento giusto in sorgenti naturali con tutto il proprio carico di purezza e di limpidità. C’è un proverbio che dice che “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” e quella foresta stava crescendo senza che noi ce ne accorgessimo. La domenica del 16 ottobre un’altra notizia eclatante aveva cominciato a diffondersi tra la gente, a Locri, in pieno centro, durante le elezioni primarie della Sinistra era stato ucciso il vice presidente della Regione Calabria. Mi recai sul posto, c’era molta confusione, cercai di cogliere gli umori della gente, di capire esattamente ciò che era successo. Una cosa fu subito chiara, non era il solito omicidio di mafia, si trattava di un omicidio eccellente che colpiva interessi molto più grandi. Anche il tipo di esecuzione così clamorosa, in pieno centro, in pieno giorno, nel pieno della confusione, era il segno che la “ndrangheta” aveva raggiunto ormai il culmine della propria arroganza e spavalderia certa del silenzio complice della gente e della propria condizione di impunibilità. Il giorno dopo però accadde qualcosa di imprevisto, i ragazzi, proprio quei ragazzi della cui reazione avevo dubitato, scesero in piazza con uno striscione eloquente ed imbarazzante “e adesso ammazzateci tutti”. Poche parole, dritte al cuore della gente, puntate verso quelle coscienze assopite che per troppo tempo avevano fatto finta di niente. Una “bomba” il cui boato fece il giro del mondo. Mi tornò in mente un vecchio ritornello di una canzone di De Andrè “anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti”. Gianluca non era morto invano ed il nostro impegno non era stato inutile, tutto improvvisamente aveva un senso, ognuno di noi, col proprio piccolo contributo, col proprio bagaglio di sofferenze e di umiliazioni, si sentiva finalmente coinvolto in un unico grande progetto di libertà. Quel seme di speranza che Gianluca aveva piantato era finalmente germogliato, aveva dato i suoi frutti e tutto intorno erano cresciuti tanti piccoli arbusti. Nel silenzio del sottobosco era cresciuta una foresta!</span></div>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/68/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=68&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Di Nozzo</media:title>
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		<title>Caro Salvatore, proteggeremo via D&#8217;amelio</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 07:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gaetano Montalbano Il 19 luglio non ci saranno passerelle in Via D&#8217;Amelio. Proteggeremo quel luogo con i nostri corpi. Impediremo che si consumi il solito rituale di profanazione. Questa volta non permetteremo che lupi incravattati con una finta lacrima si prendano gioco dei nostri morti. Troppe amnesie. Indagini troncate. Dove andava quel carabiniere con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=65&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Gaetano Montalbano</p>
<p>Il 19 luglio non ci saranno passerelle in Via D&#8217;Amelio. Proteggeremo quel luogo con i nostri corpi. Impediremo che si consumi il solito rituale di profanazione. Questa volta non permetteremo che lupi incravattati con una finta lacrima si prendano gioco dei nostri morti. Troppe amnesie. Indagini troncate. Dove andava quel carabiniere con la borsa di Paolo? Troppi colletti bianchi sono inzuppati di sangue. A chi è stata consegnata l&#8217;agenda rossa? Le corone di fiori comprate per l&#8217;eroe Mangano non entreranno in quella via. Chi c&#8217;era all&#8217;interno del Castello Utveggio? Saremo accanto a Salvatore. Con una agenda rossa in mano. Sovrastati da quel castello. Quel giorno nascerà una nuova Resistenza. Fino alla verità. Fin quando non ci diranno chi sono i veri mandanti della strage di stato.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://riberaonline.blogspot.com/" target="_blank"><span>http://riberaonline.blogsp</span>ot.com</a></p>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/65/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=65&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Di Nozzo</media:title>
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		<title>Quel 19 luglio era il giorno del mio compleanno.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 08:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Gabriele Ametrano Quel 19 luglio era il giorno del mio compleanno. Il mio quattordicesimo compleanno. Attorno a quel tavolo in cucina eravamo solo mia madre ed io, in un pomeriggio caldo. Eravamo soli perchè mio padre e mio fratello erano in Sicilia. Dopo i fatti di Capaci erano stati mandati a rafforzare i pattugliamenti nelle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=59&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-61" title="ametrano" src="http://ilmiocorpoaviadamelio.files.wordpress.com/2009/04/ametrano.jpg?w=125&#038;h=150" alt="ametrano" width="125" height="150" />Gabriele Ametrano</em></p>
<p>Quel 19 luglio era il giorno del mio compleanno. Il mio quattordicesimo compleanno. Attorno a quel tavolo in cucina eravamo solo mia madre ed io, in un pomeriggio caldo. Eravamo soli perchè mio padre e mio fratello erano in Sicilia. Dopo i fatti di Capaci erano stati mandati a rafforzare i pattugliamenti nelle strade del palermitano. Erano poliziotti, come ancora oggi lo sono.  La notizia arrivò immediata, dallo schermo fermo sul mobile. Le immagini, le parole e le lacrime che scesero silenziose sul viso di mia madre furono solo il primo pugno allo stomaco che ricevetti. Il secondo venne dalla paura e il terzo dalla rabbia. Rimasi fermo a guardare, cercando il viso dei miei cari, quello di qualche sopravvissuto. Cercai anche una motivazione in mezzo a quelle macerie, una giustificazione che potesse spiegarmi il senso di vuoto che improvvisamente sentivo dentro. Mio padre tornò dopo dieci giorni; mio fratello dopo un mese. Cercai anche nei loro occhi una motivazione a quello che era accaduto ma anche lì trovai solo macerie.  Da quel giorno, ogni 19 luglio, continuo a festeggiare un anno nuovo. E il pensiero vola a quelle immagini. Da quell’asfalto divelto e su quelle lamiere tagliate ho costruito i miei trenta anni. Ho capito che il vuoto doveva essere riempito di nuovo, sempre e con coraggio. Perchè la giustizia e la legalità non possono essere distrutti col tritolo.</p>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/59/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=59&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Di Nozzo</media:title>
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		<title>Era passato così poco tempo dalla strage di Capaci</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 18:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonello Sacchetti Era passato così poco tempo dalla strage di Capaci. Avevo poco più di vent’anni ed ero alle prese con la sessione di esami estiva. Era una domenica di luglio, i miei erano fuori Roma. Ricordo che stavo guardando alla tv “Una giornata particolare” di Ettore Scola. Poi l’edizione straordinaria del telegiornale, le prime [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=58&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em>Antonello Sacchetti </em></p>
<p>Era passato così poco tempo dalla strage di Capaci. Avevo poco più di vent’anni ed ero alle prese con la sessione di esami estiva. Era una domenica di luglio, i miei erano fuori Roma. Ricordo che stavo guardando alla tv “Una giornata particolare” di Ettore Scola. Poi l’edizione straordinaria del telegiornale, le prime immagini. Poi le manifestazioni i giorni successivi, la rabbia e la speranza di cambiare l’Italia.</p>
<p>Ricordo che a Roma, in piazza Navona, una coppia di italo americani in vacanza mi chiese per cosa manifestasse tutta quella gente. Quando risposi che era stato ucciso un magistrato, loro pensarono che mi riferissi a Falcone. “Ah, sì, abbiamo saputo”. “No – dissi io – questo è un altro ancora”.     In quel momento mi sono vergognato del mio Paese, cosa che non mi era mai accaduta prima.</p>
<p>Antonello Sacchetti</p>
<p>Direttore Il cassetto – L’informazione che rimane</p>
<p><a href="http://www.ilcassetto.it" target="_blank">www.ilcassetto.it</a></p>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/58/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=58&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Di Nozzo</media:title>
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	</item>
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		<title>Quel giorno malaledetto me lo ricordo bene</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 18:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Marina Benedetti Quel giorno malaledetto me lo ricordo bene , non riuscivo a credere che fosse successo ancora che ancora una volta avessero vinto &#8221; loro&#8221;. Ma allora l&#8217;italia e gli italiani erano capaci di indignazione , rabbia, dolore&#8230;&#8230;. Le mie sensazioni, la mia rabbia è ancora intatta, rinnovata , mai dimenticata, custodita e coltivata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=56&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em>Marina Benedetti</em></p>
<p>Quel giorno malaledetto me lo ricordo bene , non riuscivo a credere che fosse successo ancora che ancora una volta avessero vinto &#8221; loro&#8221;. Ma allora l&#8217;italia  e gli italiani erano capaci di indignazione , rabbia, dolore&#8230;&#8230;. Le mie sensazioni, la mia rabbia  è ancora intatta, rinnovata , mai dimenticata, custodita e coltivata a futura memoria Da.quel giorno maledetto la democrazia e la giustizia agonizzano&#8230;. Caro Salvatore il tuo coraggio, la tua forza ci danno la misura di quanto piccoli, scontati e spesso ipocriti siano i nostri gesti quotidiani: Vorrei che la mia stima e il mio affetto arrivassero dritti al tuo cuore.per un secondo ti dessero la forza per continuare e unitamente a tutti quelli che ti sostengono,goccia dopo goccia questa pioggia incessante di consensi lavasse l&#8217;ingiustizia e portasse lontano da noi l&#8217;indifferenza con cui ,distrattamente continuamo a vivere inconsapevolmente&#8230; Il mio corpo non sarà , purtroppo, in via D&#8217;Amelio ma la mia anima si !</p>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/56/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=56&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Di Nozzo</media:title>
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	</item>
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		<title>Vaghi ricordi di quel luglio 1992</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 20:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Denise &#8211; Trento Vaghi ricordi di quel luglio 1992, come delle istantanee impresse in un non ben definito spazio temporale, fatto di momenti silenziosi e soprattutto di sguardi atterriti, rassegnati, increduli e addolorati. La rabbia di mio padre, il silenzio di mia madre. Avevo dieci anni, non ancora compiuti, troppo pochi per capire ma abbastanza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=53&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-54" title="lettera-a-salvatore-denise" src="http://ilmiocorpoaviadamelio.files.wordpress.com/2009/03/lettera-a-salvatore-denise.jpg?w=150&#038;h=100" alt="lettera-a-salvatore-denise" width="150" height="100" />Denise &#8211; Trento</em></p>
<p>Vaghi ricordi di quel luglio 1992, come delle istantanee impresse in un non ben definito spazio temporale, fatto di momenti silenziosi e soprattutto di sguardi atterriti, rassegnati, increduli e addolorati. La rabbia di mio padre, il silenzio di mia madre.  Avevo dieci anni, non ancora compiuti, troppo pochi per capire ma abbastanza per sentire le emozioni circostanti. Non ricordo bene cosa pensai, non ricordo quasi nulla di quella giornata se non la televisione ad alto volume, il silenzio delle persone e il fatto che nessuno sembrava accorgersi del tempo e di me. Non comprendevo. E come avrei potuto d’altronde? Rientrai alla scuola elementare in settembre. La maestra di italiano, Franca, una signora del tutto speciale nei miei ricordi, provò a spiegare, raccontare. Ricordo che si rattristava dolcemente e subito voltava lo sguardo, non a nascondersi ma come se volesse proteggerci da tutte le ingiustizie del mondo esterno, ben sapendo di non poterlo fare, non in eterno quantomeno. Sapeva invece di essere obbligata a darci i mezzi per difenderci, per capire e quindi interagire anche con la parte negativa dell’animo umano. Provò a farci comprendere ciò che era accaduto, ci raccontò della mafia e ora gliene posso realmente dare merito, un insegnante così può cambiare la vita. Ricordo che iniziammo uno percorso di studio incentrato sulla Costituzione. Uguaglianza, libertà, diritti e doveri. Parole, disegni, sogni e domande, tantissime domande, di giovani che volevano un mondo migliore. Molti anni dopo, non so realmente cosa o chi fece scattare dentro di me la consapevolezza, quella voglia di cambiamento, quella sete di sapere, ma cominciai un lungo percorso fatto di libri, documenti, filmati, conoscenze, organizzazioni e molto altro, che mi ha portato fino a qui. Carissimo Salvatore, ci siamo conosciuti a Trento nel febbraio dell’anno scorso, quando insieme a Benny, al prof. Guidotto e all’avv. Palermo è stato organizzato un incontro-dibattito dal titolo &#8220;Cultura della Giustizia&#8221;. Ricordo che rimasi ammaliata dal tuo modo di parlare, scossa dal tuo coraggio, dalla tua sensibile determinazione e dalla radicalità dei tuoi pensieri. Rabbia, indignazione, commozione e molti sentimenti mi affollano l’animo ogni volta che penso a Giovanni e Paolo, a tutti gli uomini che come loro si sono sacrificati per noi, per il nostro futuro e per i nostri figli. Il 19 luglio ci sarò anche io, insieme a mia madre che tanto mi ha insegnato in questo breve cammino, i miei 26 anni. Saremo là, con un’agenda rossa e il carattere di chi non vuole piegarsi, di chi non può dimenticare e di chi insiste nel cercare la verità, la giustizia. Saremo là con l’animo di chi non è disposto a perdere la sperenza o rinunciare. Saremo là per te, per tuo fratello e per noi, come una famiglia, unita, decisa e allargata. Un forte abbraccio caro Salvatore e a presto!</p>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/53/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=53&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Di Nozzo</media:title>
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		<title>So che non ami molto le parole e so che preferisci i fatti concreti</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 13:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Marco Stefano Vitiello Ciao Salvatore, so che non ami molto le parole e so che preferisci i fatti concreti ai pensieri, alle elucubrazioni ma so anche che leggerai con indulgenza questa lettera. Abbi pazienza e arriva fino in fondo a queste poche righe scritte di getto. Ho una splendida figlia di quattro anni cui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=49&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-50" title="foto-ms-web-04" src="http://ilmiocorpoaviadamelio.files.wordpress.com/2009/03/foto-ms-web-04.jpg?w=150&#038;h=112" alt="foto-ms-web-04" width="150" height="112" />Di Marco Stefano Vitiello</em></p>
<p>Ciao Salvatore,</p>
<p>so che non ami molto le parole e so che preferisci i fatti concreti ai pensieri, alle elucubrazioni ma so anche che leggerai con indulgenza questa lettera.</p>
<p>Abbi pazienza e arriva fino in fondo a queste poche righe scritte di getto.</p>
<p>Ho una splendida figlia di quattro anni cui spero di riuscire a dare una educazione ferma e precisa; c’è ancora tempo prima che le possa parlare della realtà drammatica che il nostro Paese sta vivendo ma cerco già di indirizzarla, con la leggerezza opportuna per una bimba, verso i valori che i miei genitori mi hanno trasmesso e che tante volte ritrovo nelle tue parole, nei tuoi scritti.</p>
<p>Pensando a lei e al suo futuro, seguo con attenzione e passione i tuoi passi.</p>
<p>Mi viene in mente l’espressione che vedo sul tuo viso, che sento nella tua voce durante i tuoi interventi pubblici&#8230;</p>
<p>Non riesco a non ammirare ciò che sei divenuta attraverso la vita che hai vissuto, la tua autentica determinazione nel proseguire un lavoro che tante volte, in tanti, hanno tentato di fermare.</p>
<p>Il tuo cuore è maturato là dove altri soccombono, la tua sensibilità si è raffinata dove altre si sarebbero facilmente inaridite.</p>
<p>Come potrei non essere solidale con te quando ti esprimi con quella foga così energica e coinvolgente?</p>
<p>Come potrei ignorare la tua esuberante generosità, la tua quasi autolesionistica disponibilità a sostenere gli innumerevoli impegni che affronti ogni giorno?</p>
<p>Certamente la tua anima è in quello stato di grazia che le consente di vedere ogni dettaglio, di comprendere e di accettare ogni sottile possibilità concreta di vivere la tua vita senza dover mai abbassare il capo.</p>
<p>Tante volte la tentazione di incontrarti e venire ad abbracciarti forte è stata frenata dal timore di rompere un equilibrio fragile.</p>
<p>Continua così, non ti fermare, non consentire a nessuno di ostruirti il passo e sappi che le nostre strade sono simili, quasi parallele ma non si incontreranno all&#8217;infinito: si sono già incrociate…</p>
<p>Quante emozioni profonde hai scosso dal torpore: grazie e non dire che sono un incurabile romantico!</p>
<p>Marco Stefano Vitiello</p>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/49/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=49&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Di Nozzo</media:title>
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		<item>
		<title>Per non dimenticare</title>
		<link>http://ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/2009/03/24/per-non-dimenticare/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 12:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Piccinini 16.58. Un boato avvolge la città. Le persone scappano, il fumo si leva alto. La città è in silenzio. Era già successo, cinquantasette giorni prima, su di un’autostrada. 16.58 Su Palermo cala il silenzio assordante delle sirene. Un cratere, una 126 con cento chili di tritolo. Gli uomini della scorta non hanno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=47&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-46" title="n608040009_6607" src="http://ilmiocorpoaviadamelio.files.wordpress.com/2009/03/n608040009_6607.jpg?w=112&#038;h=150" alt="n608040009_6607" width="112" height="150" /><em>di Francesco Piccinini</em></p>
<p>16.58. Un boato avvolge la città. Le persone scappano, il fumo si leva alto. La città è in silenzio. Era già successo, cinquantasette giorni prima, su di un’autostrada.<br />
16.58 Su Palermo cala il silenzio assordante delle sirene. Un cratere, una 126 con cento chili di tritolo.</p>
<p>Gli uomini della scorta non hanno il tempo di fare nulla se non l’unico gesto al quale erano addestrati: si buttano sul giudice. Il loro corpi lo proteggono per l’ultima volta.</p>
<p>I loro resti furono trovati anche a centinaia di metri di distanza. Il corpo del giudice no, era lì integro, sulla sua terra. La sua terra <em>stabat mater dolorosa</em>.</p>
<p>Nell’attentato gli agenti Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, sono morti facendo il loro dovere. A volte, a torto, sono chiamati i ragazzi della scorta, sebbene giovani, loro ragazzi non lo furono mai.</p>
<p>Erano uomini e donna di Sicilia, uomini e donne di Palermo che difendevano la città, perché il Giudice era Palermo in quegli anni.</p>
<p>Il giudice Borsellino sapeva del carico di tritolo arrivato apposta per lui. Quei cento chili portavano il suo nome e cognome. Doveva far presto, ripeteva. Non c’era tempo. Morto Giovanni Falcone sapeva di aver perso il suo scudo, il suo fratello, il suo amico.</p>
<p>Paolo Borsellino doveva far presto perché l’intreccio mafia-politica non perdona.</p>
<p>Paolo Borsellino rientrava sempre tardi da lavoro, il Palazzo di Giustizia di Palermo era la sua casa e la sua tomba. I passi svelti dei faccendieri, gli sguardi degli avvocati, il freddo dei marmi. Paolo era un uomo solo. Era stato lasciato solo. Sul fronte meridionale chi rimane solo è un uomo morto.</p>
<p>Paolo Borsellino è solo e alla biblioteca di Palermo, il 25 Giugno, pronuncia il suo ultimo discorso pubblico, un attacco all’intreccio mafia politica: al sistema che aveva allontanato Falcone dal fronte.</p>
<p>“Si aprì la corsa alla successione all’ufficio istruzione del tribunale di Palermo (del giudice Antonino Caponnetto, ndr), Falcone concorse, qualche giuda si impegnò subito a prenderlo in giro ed il giorno del mio compleanno il CSM ci fece questo regalo: preferì Antonino Mele”.</p>
<p>Paolo Borsellino era stato lasciato solo e, ciononostante, ha continuato a lavorare. Paolo Borsellino è morto sotto casa di sua madre. Lontano dalla Kalsa, dal calore dei vicoli stretti, dallo splendore di Piazza San Francesco e dei campetti di calcio sui quali lui e Giovanni Falcone giocavano da ragazzi. E’ morto in una strada che era un budello, in una strada dove le macchine non dovevano parcheggiare. L’aveva chiesto tante volte ma l’amministrazione locale e il tribunale non l’avevano ascoltato. Era solo ed inascoltato Paolo.</p>
<p>Paolo Borsellino è morto perché non ha avuto paura, perché ha lasciato che la paura “non diventasse un ostacolo che ti impedisce di andare avanti”, come amava ripetere.</p>
<p>16.58 gli agenti, gli uomini della scorta si gettano sul giudice, l’unica cosa che possono fare. Un gesto d’amore. Il giudice muore con il calore della sua terra che gli bacia la nuca.</p>
<p>Paolo Borsellino muore alle 16.58 perché è un uomo solo.</p>
<p>Francesco Piccinini<br />
direttore di <a href="http://www.agoravox.it" target="_blank">Agoravox.it</a></p>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/47/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=47&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Ero solo una bambina</title>
		<link>http://ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/2009/03/23/ero-solo-una-bambina/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 19:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Orsatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere a Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Valentina Ero solo una bambina Avevo 9 anni nel 1992. Ero solo una bambina. Eppure ripensando a quella giornata, ho delle immagini fisse nella mia mente. Frammenti, come piccole schegge di memoria. C’era il sole quel giorno. Ero in strada con mio padre, mi teneva per mano e insieme ci dirigevamo verso casa mia zia. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=43&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em>Valentina</em></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ero solo una bambina</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Avevo 9 anni  nel 1992. Ero solo una bambina. Eppure ripensando a quella giornata,  ho delle immagini fisse nella mia mente. Frammenti, come piccole schegge  di memoria. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">C’era il  sole quel giorno. Ero in strada con mio padre, mi teneva per mano e  insieme ci dirigevamo verso casa mia zia. Io lo guardavo, lui mi sorrideva.  “La zia sarà contenta di vederti” mi diceva.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Una volta arrivati,  mia zia ci aprì frettolosamente la porta e si dileguò. Ci fece cenno  di seguirla in cucina. Di certo mi aspettavo un’accoglienza diversa.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Il volume alto  della sua televisione ci raggelò. Guardai verso lo schermo: una voragine,  polvere, auto distrutte. Sembrava l’inferno, non capivo. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Mi voltai.  Mio padre aveva perso il suo sorriso, si era fatto improvvisamente serio.  Mia zia sedeva davanti alla tv, il telecomando stretto tra le mani.  “Lo hanno fatto di nuovo” ripeteva. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">E’ da qui  che i miei ricordi si sbiadiscono. Nel tempo, poi, i fatti di quella  giornata mi sono diventati chiari. Spaventosamente chiari. Non so se  verrà mai fuori la verità. Se mai si conoscerà la vera natura di  quell’attentato. Ma so che esiste un ideale che continua ad essere  vivo. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Anche oggi  c’è il sole. Proprio come quel 19 luglio. Mentre ti scrivo, caro  Salvatore, ascolto Battisti. “Come può uno scoglio arginare il mare…  Senza ali, tu lo sai, non si vola”. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Senza persone  come tuo fratello Paolo, non avremmo mai avuto quel paio d’ali. </span></p>
<br />Pubblicato in: Lettere a Salvatore  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com/43/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilmiocorpoaviadamelio.wordpress.com&amp;blog=7057389&amp;post=43&amp;subd=ilmiocorpoaviadamelio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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