Domenica. Domani è un altro lunedì in tempi di crisi

22 03 2009

nazzaro

di Sergio Nazzaro

Domenica. Domani è un altro lunedì in tempi di crisi. Oggi c’è il balcone da sistemare. Il pavimento da lavare. La piccola quotidianità. La realtà dei giorni che passano. Questa settimana ho viaggiato con Luigi De Magistris, ho conosciuto Salvatore Borsellino. Gli ho stretto la mano. Ho dovuto prendere mezza giornata di permesso dall’ufficio. Qualche ora di sonno e un’altra lunga giornata d’ufficio. Il giorno dopo.
Ma ho potuto conoscere qualcuno, comprendere qualcosa in più. Perché la realtà non è quella di alcuni che scrivono stando chiusi in stanze più o meno grandi. Aggiustandola ad una sorta di immaginato scevro dalle reali difficoltà dei più. La realtà è il piccolo quotidiano. Come questa domenica mattina. Tra la polvere da togliere e i piatti da lavare, la realtà è segnata anche dallo scorrere degli anni. 1992. Per un attimo sembrava che tutto dovesse cambiare. Avevano preso fuoco i corpi di giudici e poliziotti. Qualcosa doveva cambiare per forza. Era anche caduto il muro di Berlino. La Democrazia Cristiana era scomparsa. Anche se solo tanto tempo dopo aver mandato il primo uomo
sulla luna.
Tanto rumore per nulla.
Salvatore incita alla Resistenza. Non vuole più accettare corone commemorative, piene di fiori ipocriti. Vuole la verità. I ragazzi, giovanissimi, intorno a lui vogliono solo stringergli la mano. Onorati. Perchè la gente sa, conosce e riconosce il sacrificio dei giusti. Bisognerebbe diffidare di chi vuole mettere in ordine. Lo faccio. Nelle case, non negli uffici, dei poliziotti, carabinieri, finanzieri che consumano scarpe ogni giorno, ho sempre trovato la foto di Falcone e Borsellino. Una questione personale, mi dicevano. Sono grandi uomini. Uomini di mestiere che riconoscono altri uomini di mestiere. Sbirri, tutti quanti. Lo sappiamo che non sono stati solo i mafiosi a volerli morti. Lo sanno tutti. Altrimenti ci dovremmo immaginare una criminalità organizzata disgiunta dalla realtà, quella piccola, con tutti i suoi intrecci. Una criminalità che si può sconfiggere dall’oggi al domani. Ma i mafiosi non sono soli. Non sono i soli.
E Salvatore vuole una legge ad personam, perché i limiti di velocità gli stanno un poco stretti. Sorride. Devono rimanere così, altrimenti si ammazzano sulla strada. Ma si vede che ha fretta di comprendere, di non lasciare più agli encomi vuoti, grancassati dalla stampa, la memoria del fratello Paolo. Una volta vidi mio padre piangere perché era morto il fratello. Non gli è mai passata. Impossibile sapere cosa senta Salvatore. Il fratello è saltato con 100 chili di esplosivo.
Neanche a Baghdad ci vanno così pesanti. Qualche volta Salvatore si ferma, si assenta e il dolore gli dipinge
le rughe. Parla di facebook, di blog, già solo i vecchi del potere non conoscono le nuove vie della verità. A loro basta il concerto del sabato a teatro.
Salvatore non sta bene, proprio per niente. Non si fermerà, non lascerà che qualcuno rapisca nell’ignavia di un non dire
la memoria di Paolo, di Giovanni. Se lo fissi negli occhi, capisci che non si fermerà. Che si ricomincia dal 1992. Per un attimo, si ricomincia da quando si era giovani, per ritornare ad essere uomini. Grandi poteri occulti tramano nell’ombra: non vi preoccupate. Stiamo solo cercando la verità. Insieme. Non vi agitate. E’ un confronto tra gentiluomini. Il nostro. Non il vostro. Salvatore finisce qui la mia lettera, perché bolle l’acqua nella pentola. Tiro fuori la pasta. Accendo lo stereo. Baba O’Riley degli Who. Non devo combattere per
dimostrare di avere ragione. Come è bella questa domenica di piccola quotidianità. Semplicemente un giorno perfetto
Solo un giorno perfetto
Mi hai fatto dimenticare me stesso
Pensavo di essere qualcun altro,
qualcuno valido
Oh, è talmente un giorno perfetto
Sono contento di averlo passato con te
Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti
Tu mi fai resistere
(Just a perfect day Lou Reed)
Sergio Nazzaro
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One response

22 03 2009
Omar

Salve Sergio Nazzaro
le sue parole hanno qualcosa di semplicemente quotidiano.
Ho la grandissima fortuna di conoscere Salvatore e devo dire che ciò che lei scrive mi trova d’accordo.
Salvatore ha una grande forza e oltre a questo sa trasmettere la sua rabbia ed indignazione anche a molte persone che assistono alle sue conferenze.
L’ incontro con i ragazzi delle scuole superiori a cui ho assistito mi ha dato la speranza di un cambiamento che ho riscontrato nell’imperturbabile volto dei ragazzi che attoniti e quasi immersi nel 1992 hanno dimostrato grande interesse e in alcuni casi incredulità.
Non voglio scrivi oltre perchè sono intenzionato a scrivere anch’io la mia lettera, anche se non sarà sicuramente accurata come quella che ho letto nel suo blog.
Voglio però provare a raccontare cosa significa per me il 19 luglio 2009.

Un cordiale saluto!

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